ANTONIO MESSINA INDAGATO PER CORRUZIONE

momento-del-passaggio-di-consegneE’ di concorso in corruzione per atti contrari ai doveri d’Ufficio, aggravata dall’aver favorito un’associazione criminale di stampo mafioso, la nuova accusa che da ieri sera si è abbattuta sull’ormai ex sindaco, Antonio Messina.

Messina – si legge nelle carte – già quando era Vice Sindaco ed Assessore alle Finanze, «compiva plurimi atti contrari aì doveri det proprio ufficio, violando i doveri d’imparzlalìtà che gli sono propri» – sollecitato da Paolo Romeo – al fine di accelerare le richieste di accesso agli atti e «di ottenere le autorizzazioni necessarie» per l’apertura del Centro Commerciale “La Perla dello Stretto”.

Addirittura – secondo quanto affermano il Procuratore De Raho e i suoi sostituti Paci, Lombardo, Ignazitto, Musolino, Pantano e Di Palma – avrebbe esercitato pressioni sul Comando Vigili Urbani e sull’Ufficio Tecnico per addivenire «ad una celere definizione delle procedure affidate ai rispettivi  uffici, al fine di ottenere in tempi celeri il rilascio delle licenze e delle autorizzazioni necessarie all’apertura al pubblico della Perla dello Stretto».

«Così operava» – scrivono ancora i magistrati – «in ragione della promessa ottenuta dal Miceli Antonino, Chirico giuseppe e Romeo Paolo, di fare assumere presso il supermercato avviato dalla SORAL srl lavoratori dallo stesso Messina segnalati, anche in ragione degli impegni in tal senso assunti durante la campagna elettorale per la sua elezione a sindaco».

Ennesimo episodio, questo, che elimina ogni possibilità che Villa San Giovanni possa tornare alle urne nel maggio prossimo (mettevi l’anima in pace) e comunque non prima che una Commissione d’Accesso – che ora pare assolutamente inevitabile – abbia verificato quanto accertato dai P.M. della locale Procura, garantendo il ripristino del corretto funzionamento degli organi comunali.

LA PROCURA RINCARA LA DOSE

DSC_8484Il ruolo di Messina – annotano in Procura nell’avviso di garanzia con contestuale avviso di conclusione delle indagini – avrebbe favorito e agevolato l’ingresso della ndrangheta nel settore della grande distribuzione, garantendo a Romeo (Paolo nda) la possibilità di governare le dinamiche connesse all’apertura della Perla dello Stretto.

Insomma, dagli atti d’indagine emerge il ruolo attivo di Messina, certamente proteso ad aggiudicarsi – con ogni mezzo lecito e non – le imminenti elezioni per il rinnovo della carica di sindaco, che lo vedrà primeggiare, il 1° giugno 2015 con una inusuale valanga di voti.

Quei voti oggi, stando alle carte prodotte dalla Procura, risulterebbero viziati dalle spericolate iniziative di Messina che – come molti ricordano – all’epoca sembrava disposto a tutto pur di incassare la nomination di candidato alla poltrona di Primo cittadino e, in campagna elettorale.

Esattamente come ipotizzato da noi, quando nell’aprile 2015 ci ostinammo a presentare una lista di candidati che la sera si chiudeva in un modo e l’indomani perdeva pezzi. Che si sa bene dove andavano!

I LANZICHENECCHI PIANGONO

Perla copia messinaSin dalla sua elezione, era chiaro che quella tornata elettorale sarebbe stata l’inizio della fine sua e di un modo vergognoso di amministrare una città, alcuni facendo affari, altri facendo leva sul bisogno della povera gente, costretta in cambio a rimanere ostaggio di personaggi dalla dubbia moralità.

Oggi la procura rende (parzialmente) onore a quelle  verità. Altre ne verranno prossimamente e dimostreranno come questa città sia stata soggiogata dagli affari personali che non riguardano questa o quella parte politica ma personaggi che da 30 anni sono al servizio di un’entità nascosta.

Le notizie apparse questa mattina sui giornali – che non riguardano le corrispondenze locali così sottraendo un altro alibi ai complici – hanno provocato un terremoto nella politica villese, la quale nel maggio scorso ha pensato che la bufera fosse passata, incuranti che la musica è cambiata, non ora, ma da tempo.

Unica nota stonata, non si trova più un solo elettore che abbia votato per Messina e per la sua maggioranza, quasi a vergognarsi di un atto operato sotto ricatto …

BUON ANNO A TUTTI

31/12/2016

di antonio morabito

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