LA CACIARA DI SICLARI PER NASCONDERE DI AVERE MENTITO ALLA CITTA’

Siclari ha vinto le elezioni con il 31,99%, cioè con una minoranza. Ma le regole del gioco  gli hanno attribuito la vittoria, per via di una legge elettorale (giusta o sbagliata che sia) accettata e ormai consolidata.

Questo, però, non lo autorizza a catalogare come “ridicoli e squallidi” i ricorsi al TAR che, proprio per far valere le “regole  del gioco”, che sarebbero state da lui stesso violate, chiedono ad un (per ora) magistrato di intervenire per ripristinarle.

Il nostro “eroe” che pensa di vivere sotto “il regime dei Colonnelli”, non si limita all’offesa nei confronti della grande maggioranza di cittadini, ma tenta di coinvolgere tutti i “suoi” consiglieri, facendo credere loro che il ricorso sia diretto a disconoscere una elezione che, invece, la minoranza, le parti politiche, movimenti, associazioni, opinione pubblica e soprattutto quella maggioranza silenziosa che non ha votato,  non ha mai messo in discussione.

Per tutta la campagna elettorale (e anche prima) lo “status di persona sospesa” di Siclari ha tenuto banco, con il candidato sindaco sospeso che ha tenuto a precisare agli elettori, in più circostanze, che egli avrebbe potuto fare il sindaco, tra 8/10 mesi.

BUGIE AGLI ELETTORI

Come abbiamo letto sui giornali anche online, secondo la Prefettura la sospensione di Siclari era decatuta il 23 dicembre 2016 (data di scioglimento del consiglio comunale) e ripresa il 14 giugno scorso. In questa direzione, peraltro, anche le gravi, le gravi affermazioni del segretario comunale Francesco Gangemi, rese durante il consiglio comunale del 27 giugno scorso.

Dunque non è assolutamente vero, seguendo il ragionamento della prefettura e del segretario comunale (ma anche del Ministro Finocchiaro) che il “sindaco sospeso” resti sospeso fino a maggio 2018, ma che se la “sospensione” decorre nuovamente dal 14 giugno 2017, ben che vada rientrerà a Dicembre 2018, a meno che il reato non venga dichiarato prescritto (ma il processo d’appello non è stato ancora fissato) con un’ordinanza del Tribunale.

Anche in questo caso, tuttavia, sorge un problema non semplice da risolvere. Se, infatti, la sospensione ha effetto amministrativo e non afflittivo e consegue automaticamente ad condanna “non definitiva” e se, parimenti, l’unica causa di cessazione dell’incandidabilità, si consegue con una sentenza assolutoria o in conseguenza della riabilitazione (art. 178 c.p.), può la “prescrizione” comportare una decadenza degli effetti della “Severino”? Perché non c’è dubbio alcuno che finché non interviene la riabilitazione, i certificati riporteranno sempre: abuso d’ufficio, un anno. Prescritto!

RIDICOLO E SQUALLIDO

Secondo Siclari, il ricorso presentato dalle opposizioni è “ridicolo e squallido” e non avrebbe tenuto conto del parere del Ministro dell’Interno, Marco Minniti, che (gli) avrebbe dato ragione. E a parte che il Ministro non era Marco Minniti ma Anna Finocchiaro (Rapporti col Parlamento), quest’ultima ha riferito in aula che «rimane ferma la possibilità che eventuali profili di illegittimità possano essere fatti valere in sede giurisdizionale». 

Orbene, a parte che il sindaco sospeso non sa e non può sapere quale sentimento abbia colpito la Finocchiaro dopo avere letto la risposta in Aula, c’è da ritenere, invece, che egli non abbia compreso il senso di quei “sembrerebbe” e di quel «tuttavia che i contorni sostanziali della vicenda descritta appaiono comunque molto gravi». O, forse, anche questo lo annovera tra lo “squallido e il ridicolo”, analogamente ai ricorsi che la stessa Ministra sollecitava?

FRANA IL TERRENO

Il Ministro dell’Interno, Marco Minniti, non poteva essere in Aula a rispondere all’interpellanza, perchè in quel momento sull’aereo che lo portava da Parigi a Roma, dove avrebbe dovuto incontrare urgentemente il Premier, per discutere dell’ipotesi di chiudere i porti italiani alle navi che trasportano immigrati.

Pare, però, che non abbia gradito, al pari della Finocchiaro, la risposta fornita dagli Uffici alla interpellanza e si accinga, con l’ausilio degli uomini del Ministero dell’Interno, a scrivere la risposta all’interrogazione scritta del senatore Molinari ed altri, cercando di essere il più puntale possibile e avvalendosi degli atti richiesti alla Prefettura ed alla Questura di Reggio Calabria, quest’ultima per gli aspetti penali che potrebbero derivare dalla vicenda.

Restano, infatti, molti interrogativi cui occorrerà rispondere. Ad esempio, perchè la prefettura ha aspettato il 12 giugno per sapere se esisteva ricorso in appello, visto che in caso contrario sarebbe scattala l’incandidabilità; ovvero se avesse dovuto nuovamente “accertare” la sospensione, dal momento che già lo aveva fatto il 12 novembre 2016; oppure se il segretario comunale poteva accettare un atto sottoscritto da Siclari, dal momento che quel 12 novembre 2016 egli aveva ricevuto (e provveduto a notificare a tutti i consiglieri) l’attività accertativa della prefettura.

Attività che, come ha scritto la Corte Costituzionale e come affermato dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, ha solo un valore meramente “accertativo” e non “dichiarativo”, contrariamente a quanto dichiarato in Aula la Ministra Finocchiaro. Citando quale giurisprudenza?

04/07/2017

antonio morabito

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